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da Gian Paolo (gpl43@libero.it); 13/11/2010


"IL CASO SERIO DELLA FEDE -LA PREGHIERA"

 

 L'intenzione di questo scritto rincorre l'evidenza della qualifica di "cristiano"ponendo in luce alcune tappe fondamentali el percorso "L'ANALISI DELLA PREGHIERA " Nella teologia fondamentale il discorso teorico su Dio sarebbe incompleto se non provasse a muoversi verso Dio con la preghiera, se non si comprende che è possibile "parlare di Dio" perchè si può "parlare a Dio".- I credenti esperimentano delle difficoltà  nel cogliere  la fondatezza di questo atto.-E' pertanto importante chiarire l'essenza della preghiera, dal momento che essa rappresenta la forma più semplice e profonda insieme dell'atto della fede, un crocevia dove tutti i problemi vanno a riversarsi.- Alcune contestazione di origine diversa:- una di carattere scientifico-naturale, che qualifica la preghiera come frutto di un'illusione.- Un'altra osservazione critica, proviene dall'area della psicologia e mira  a mascherare la preghiera come proiezione dell'io e dell'egoismo della persona che tende a condizionare il volere e l'agire divino.- Una terza obiezione, di carattere etico-sociale; la preghiera fà dimenticare-come una sorta di alienazione, estranea agli uomini dalla loro responsabilità,dal loro impegno di solidarietà e crea in essi un alibi per la non-azione, per disinteresse verso lo storico e il terreno, una vera e propria fuga nell'aldilà.- Pertanto, pregare non consiste in particolari atti con i quali ci rivolgiamo a Dio staccandoci dal mondo ed entrando in un'altra dimensione (tipo superstizioso), bensì il pregarein generale e il pregare "per un'altro", in particolare vuol dire mettere in contatto sè stesso e l'altro con il fondamento comune del nostro essere;concludendo, significa considerare il proprio interesse per l'altro come interesse ultimo assoluto, significa "introdurre" Dio nel rapporto.- Riflettere  sulla dimensione della fede comporta anche di chiedersi in che modo possiamo dare-dire "TU a DIO".- Commento..........

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